Bruno Paolo Astori

Uomo di grande spessore culturale e personale, appassionato della vita e delle sue infinite sfumature, Bruno Paolo Astori, pavese di nascita, spirito libero, sempre alla ricerca di nuovi stimoli che, per anni, trovò nella nostra bella Liguria, in particolar modo nella riviera di Ponente (Pietra Ligure, Finale Ligure) è stato, e sempre sarà, la mente e l’anima, insieme al suo caro amico Claudio G. Fava, di quell’originale progetto sfociato nel tanto apprezzato Festival del Doppiaggio.

All’inizio del viaggio con il critico Claudio G. Fava, per loro stessa ammissione, i due non avevano la minima idea di dove sarebbero arrivati.

Il pensiero iniziale di Bruno Paolo Astori era quello di una manifestazione dedicata ai “mestieri” nascosti del cinema e della televisione (scenografi, costumisti, attrezzisti e, perché no, ai doppiatori); poi “la saggezza di Claudio” (cit.) lo convinse che, forse, concentrarsi sull’elemento doppiaggio in tutte le sue sfaccettature, sarebbe stato molto più sensato e anche più realistico. Partecipò a delineare il progetto anche l’amico Sivano Piccardi, memore di un evento occasionale in cui si celebrava il doppiaggio. Allora, con un nome evocativo e intrigante, Voci nell’Ombra (anche questo farina del sacco di Fava) e con una incoscienza degna forse di miglior causa, si sono catapultati in questa insolita avventura.

Bruno amava parafrasare una citazione di A. Sofri: “gli anni passano in fretta, sono le ore che non passano mai”, nella quale si ritrovava appieno. Voltandosi indietro non coglieva la percezione del tempo trascorso tra soddisfazioni, il desiderio, la volontà di andare avanti, di elaborare nuovi progetti, di insistere su quelli che non era ancora riuscito a realizzare.

Perché “uno degli elementi più affascinanti del percorso intrapreso è che per ogni tratto di strada che si affronta e a volte si riesce a percorrere, se ne aprono altri dieci che meriterebbero approfondimento”.

Si diceva estremamente fiero (ma non di se stesso, non era da lui) di quel “noi” di cui tanto amava parlare: degli amici, dei collaboratori che tanto preziosi si erano rivelati per andare avanti negli anni, che lo avevano spronato a sviluppare nuove idee per quel festival che, negli anni prese corpo e divenne ciò che lui e Fava avevano sognato: un punto di riferimento per addetti ai lavori ed appassionati.

Bruno-Astori
Quegli amici e collaboratori lo stimolarono a tal punto da voler intraprende ancora altre strade nel mondo dell’arte e della comunicazione: fu Direttore Generale dell’evento “Teleschermi” a Sanremo (2008), una tre giorni di dibattiti a tema televisivo, e Direttore Artistico dell’evento “Gran Premio Tv” a Desenzano nel 2006.
Espresse il suo grande – e sottile – senso dell’umorismo in occasione della Direzione Artistica di Bordighera, città dell’umorismo. Ha lavorato su fomat televisivi e “live” di tipo comico.

Appassionato di Radio ha portato avanti il progetto che ha visto Imperia, sede di dirette radiofoniche su Rai Radio2 (Carta di Riso e Psicofaro). Per l’intera sua vita si è occupato di teatri e manifestazioni, spesso in collaborazione con  Tiziana Voarino con cui per esempio, ha condiviso la Direzione Artistica del  Teatro della Gioventù di Genova nel 2005, anno in cui lo spazio è stato restituito alla città di Genova.

Grazie alla volontà di quest’uomo che tanto è stato amato, siamo ora eredi di doni straordinari, da conservare e custodire, in memoria di una persona di straordinario talento, ma, soprattutto, di un amico, che ricorderemo anche per le sue notevoli capacità narrative: autore di due libri: “A Binasco sorge il sole: storie di corriera”, Achab Ed., 1994 e “Hotel Boncardo”, Ed. Libreria Cento Fiori, 2003, e ideatore della collana Quaderni di doppiaggio.
Ha lasciato un manoscritto incompiuto dal probabile  titolo “Varigotti Club. Ultima spiaggia” , la casa editrice Cento Fiori lo editerà appena possibile.

Attento organizzatore di stagioni teatrali, Bruno Paolo Astori non si risparmiò mai dal voler vivere, e condividere, le sue più profonde passioni, canali di un’energia positiva e coinvolgente, come solo lui sapeva essere.